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Domenico Sola: Il destino di un Eroe

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Domenico Sola: Il destino di un Eroe

Nato ad Amendolara il 19 gennaio 1891 conseguì la licenza liceale a Napoli nel 1911. Si iscrisse quindi alla facoltà di filosofia a Roma. Giovane e brillante intellettuale entrò a far parte ad appena 23 anni, accanto a Boccioni, Papini, Marinetti, Sironi ed altri, del movimento futurista.
Fu amico del grande scrittore calabrese Corrado Alvaro che lo ricordò sempre con stima ed ammirazione.
Nel 1915 collaborò prima alla rivista “Sapientia” e poi a “La Voce” fondata da Prezzolini. C’era in questo giovane intellettuale, come dice lo stesso Prezzolini, l’aspirazione ad un Italia migliore, più grande, più seria, più onesta, più forte. Da qui forse le sue idee interventiste che lo portarono nelle principali piazze del Lazio e della Toscana a tenere affollati comizi allo scopo di convincere le folli sulla necessità di un intervento dell’Italia nella guerra contro l’impero austro-ungarico. Partito volontario insieme ad altri giovani calabresi concluse la sua breve vicenda terrena sul fronte del Carso il 29 maggio 1916 durante un assalto alle posizioni nemiche, dopo essere stato gravemente ferito ad entrambe le mani.
Il suo gesto eroico gli valse una medaglia al valor militare. Mentre qualche anno più tardi il 4 novembre 1921, anniversario della vittoria, il Rettore dell’Università di Roma gli conferì la laurea ad honorem di dottore in filosofia.
In un epoca di mediocri e miscredenti interessati solo alle cose materiali l'eroismo del giovane Sola rimane un valore senza tempo che ci ricorda a noi tutti che l’uomo non può vivere senza ideali. Gli unici in grado di sollevarci dalle incertezze di una società in piena decadenza.

Santino Soda


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